La violenza contro le persone bambine e adolescenti può assumere molte forme e costituisce una grave violazione dei diritti umani. L'Unione europea ha manifestato una crescente preoccupazione per questa problematica, come dimostrato dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, che sancisce il diritto alla protezione, alla cura e al benessere dei minori (art. 24). Inoltre, la strategia dell'UE sui diritti dei minori riconosce che molte giovani persone continuano a subire discriminazioni e violenze a causa del loro genere e orientamento sessuale e raccomanda di sostenere tutti i soggetti minorenni in situazioni di vulnerabilità e di promuovere ambienti scolastici sicuri e inclusivi. Garantire la protezione di bambin* e adolescenti LGBTQIA+ è quindi essenziale per salvaguardare il loro diritto a essere protetti "da ogni forma di violenza fisica o mentale, lesioni o maltrattamenti" (art. 19 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia).
In questo contesto è stato avviato il progetto CLICK. Il progetto si propone di combattere la violenza di genere e di migliorare il benessere di bambin* e adolescenti LGBTQIA+ attraverso un approccio educativo globale che colleghi i contesti educativi e le famiglie.
Sviluppato tra il 2025 e il 2027, il progetto CLICK è finanziato dalla Commissione Europea (CERV - 2024 - DAPHNE) e guidato da un consorzio interdisciplinare di università, centri di ricerca, associazioni e ONG in sei paesi europei: Bulgaria, Spagna, Ungheria, Italia, Lituania e Portogallo. In Italia, il progetto è coordinato da Federica de Cordova e Chiara Sità del Dipartimento di Scienze Umane dell'Università di Verona.
Basato su una metodologia mista e interdisciplinare, il progetto CLICK adotta un approccio incentrato sulla persona, radicato nel concetto di intersezionalità e che riconosce la diversità delle esperienze di bambin* e giovani LGBTQIA+.
Il progetto prevede quattro fasi:
Fase 1: rilevazione dei bisogni e delle esperienze di adolescenti LGBTQIA+, famiglie, professionist* nei contesti educativi di ciascun Paese partecipante; questa parte di ricerca, attuata attraverso un questionario, interviste e focus group, è stata approvata dal Comitato Etico dell'Università capofila ed è costruita in ottemperanza alla Child Protection Policy di cui l'Università si è dotata.
Fase 2: sviluppo di campagne di sensibilizzazione, workshop e incontri tra giovani persone LGBTQIA+ e famiglie arcobaleno;
Fase 3: creazione di linee guida e formazione per i professionisti dell'istruzione per sostenere al meglio le persone minorenni LGBQIA+, promuovendo sinergie con le famiglie e i responsabili politici;
Fase 4: diffusione e comunicazione rivolte a diversi destinatari (mondo accademico, media, società civile).
In Italia, il progetto ha come partner di territorio la rete Educare alle Differenze e l'associazione GenderLens.
| Research areas involved in the project | |
|---|---|
|
Società inclusive e pratiche di cittadinanza
Education |
|
|
Società inclusive e pratiche di cittadinanza
Psychology, Multidisciplinary |
|
******** CSS e script comuni siti DOL - frase 9957 ********