SCHEMA CORPOREO E RAPPRESENTAZIONE DEL PROPRIO CORPO

Starting date
October 1, 2005
Duration (months)
24
Departments
Human Sciences
Managers or local contacts
Moro Valentina

CONTESTO DELLA RICERCA: vi sono alcuni argomenti della neuropsicologia che hanno da sempre suscitato dibattiti accesi e stimolanti tra gli studiosi. Scoperte talvolta casuali ed altre volte pazientemente ricercate hanno riacceso in questi ultimi anni il dibattito su uno dei temi più “classici” ma sempre “attuali” della neuropsicologia: lo schema corporeo. Si tratta dello studio dell’ipotesi che a livello cerebrale esista un qualche circuito o meccanismo deputato specificatamente al controllo, al processamento e all’integrazione dell’ “informazione corporea”.
Alcune questioni, ancora dibattute, legate alla percezione del corpo verranno affrontate in questo progetto sperimentale:
La percezione della posizione del proprio corpo e delle possibili illusioni percettive legate a parti corporee
La percezione del movimento corporeo, coinvolgente probabilmente il sistema dei neuroni “mirror” e comunque aree e circuiti cerebrali specifici.
Il riconoscimento di appartenenza di parti corporee, alterato in patologie quali la somatoparafrenia e l’anosognosia per emiplegia.
Per spiegare questi fenomeni sono state proposte diverse ipotesi, alcune delle quali enfatizzano gli aspetti spaziali (o rappresentazionali) dello “schema corporeo”, altre quelli somatosensoriali, o quelli attenzionali. Uno dei temi classici di questa diatriba è argomento di questo esperimento. Si tratta dell’effetto “compatibilità spaziale stimolo-risposta” e, in particolare, dell’effetto Simon. Se un soggetto deve premere un tasto o un bottone in una determinata posizione alla presentazione di un’immagine su uno schermo, egli sarà più veloce nella risposta quando lo stimolo viene presentato nella medesima posizione del tasto. Questo comportamento viene infatti chiamato effetto della compatibilità spaziale stimolo-risposta. Quando gli stimoli presentati sono due e ad ognuno viene attribuito un particolare tasto in posizione diversa, si parla invece di “effetto Simon”.
SCOPO DELLA RICERCA: con questo esperimento ci si propone di approfondire alcune caratteristiche legate alla percezione visiva di parti del proprio corpo, in particolare, delle mani. La ricerca intende, infatti, verificare se il riconoscimento di parti del proprio corpo (nello specifico la mano), avviene in maniera automatica, tanto da influenzare l’esecuzione di un compito tipo “effetto Simon”. Verranno considerati, oltre alla discriminazione di lateralità della propria mano, gli effetti legati alla posizione della mano nello spazio, alla condizione di staticità o dinamicità della mano stessa e all’eventuale differenza tra la visione della mano di un’altra persona rispetto alla propria.
METODO: la fase di raccolta dei dati verrà preceduta da una fase di preparazione in cui , attraverso una webcam, verranno registrate le mani del soggetto nell’istante in cui premono un tasto della tastiera di un computer (lo stesso pulsante che dovranno premere in seguito durante l’esperimento). Si cercherà di far corrispondere perfettamente il punto di vista della telecamera con quello del soggetto stesso, posizionando la telecamera per la registrazione proprio davanti agli occhi del soggetto. Successivamente verranno effettuati alcuni esperimenti. Nel primo l’immagine della mano (statica o durante l’esecuzione del movimento) verrà presentata su uno schermo in posizione centrale o lateralizzata a destra o a sinistra. Il soggetto dovrà riconoscere la lateralità della mano (destra o sinistra) premendo rispettivamente un determinato pulsante, destro o sinistro. La condizione di controllo sarà realizzata con la presentazione di uno stimolo lateralizzato come la mano, ma non biologico (lo specchietto esterno di un’automobile). Verranno registrati i tempi di reazione di ogni soggetto nelle diverse condizioni. Gli altri esperimenti saranno identici al primo nella procedura. Nel secondo esperimento verranno confrontati i tempi di reazione alla visione della mano ferma o in movimento.
Nel terzo esperimento il soggetto avrà le mani incrociate rispetto alla linea mediana del corpo, per verificare l’effetto delle coordinate spaziali egocentriche sulla percezione di lateralità della mano vista allo schermo. Infine nella quarta prova verranno presentate le mani di un altro individuo per confrontare i tempi di risposta rispetto alla percezione visiva delle proprie mani. L’analisi dei dati verrà effettuata tramite Anova con disegno fattoriale per prove ripetute (o entro i soggetti).
RISULTATI ATTESI: ci si aspetta una modulazione dell’effetto Simon specifica durante la percezione visiva di mani e non di stimoli non biologici, accentuata nella condizione dinamica e nella percezione della mano propria rispetto alla mano altrui.
BIBLIOGRAFIA:
Simon, J. R. The effects of an irrelevant directional cue on human information processing. In R. W. Proctor & T. G. Reeve (Eds.), Stimulus–response compatibility: an integrated perspective. Amsterdam: North-Holland, 1990, pp.31–86.
P. Haggard & D. M. Wolpert Disorders of Body Scheme. To appear in: Higher-Order Motor Disorders, Ed. Freund, Jeannerod, Hallett & Leiguarda, Oxford University Press.






Sponsors:

Funds: assigned and managed by the department

Project participants

Valentina Moro
Associate Professor

Collaboratori esterni

Salvatore Maria Aglioti
Universita' di Roma "La Sapienza" Dip. Psicologia Professore associato
Cosimo Urgesi
Università di Verona Scienze neurologiche e della visione Dottorando
Simone Pernigo
Università di Verona Psicologia e AC

Activities

Research facilities