Storia della filosofia antica (m) (2010/2011)

Codice insegnamento
4S02308
Docenti
Linda Napolitano, Tommaso Tuppini
Coordinatore
Linda Napolitano
crediti
12
Settore disciplinare
M-FIL/07 - STORIA DELLA FILOSOFIA ANTICA
Lingua di erogazione
Italiano
Sede
VERONA
Periodo
Secondo semestre dal 28-feb-2011 al 4-giu-2011.

Orario lezioni

Obiettivi formativi

S’intende formare all’uso della terminologia filosofica propria (tutta, o quasi, di derivazione grecoantica) ed insegnare l’uso critico del testo anche in lingua originale (grecoantico), per l’acquisizione di problemi e concetti filosofici centrali. S’intende, inoltre, far acquisire la capacità di argomentare in contraddittorio tramite confronti di tipo seminariale e dibattiti.

Programma

Prerequisiti: La conoscenza della storia della filosofia greca e latina (dal VI sec. a.C. al 529 d.C.) è presupposta; quella del grecoantico e del latino costituisce certo una facilitazione, ma, pur auspicabile, non è obbligatoria. Sono richieste piuttosto attenzione all’indagine lessicale, inclinazione alla lettura critica del testo filosofico e al discorso argomentativo.

Contenuto del corso: “Platone: l’ombra e l’immagine”
La nozione platonica d’immagine è stata per lo più intesa come negativa (tre gradi lontana dalla verità, falsa e illusoria). Ma l’iconoclastia e la critica radicale all’arte, tradizionalmente ascritte a Platone, non spiegano l’uso ch’egli stesso fa di immagini e miti. In realtà l’immagine (nella duplice versione di eikòn ed èidolon, e, ancora, d’immagine visiva e parlata) si colloca nei Dialoghi al centro di un’intensa ed interessante rete problematica: l’immagine è vera sempre e solo nel suo riferimento al modello, che la trascende e la eccede (come sancisce il Sofista); di essa si può fare un uso conoscitivo, sociale e morale del tutto negativo (come mostra il ‘mito’ della caverna). E tuttavia, correttamente usata, essa può essere una particolare forma di accesso al vero, alla quale ci si può “arrischiare a credere” (come sancisce il Fedone) e che può perfino “salvare” (com’è detto alla fine del mito di Er, nella Repubblica): essa consente anche di comunicare il vero a chi non sia filosofo o anche, problematicamente, d’ipotizzarlo da parte di chi sia filosofo. Particolari e innovative riflessioni, infine, possono esser fatte sulla costruzione dell’immagine di sé e sull’uso dell’immagine stessa entro una ‘pedagogia’ della sofferenza.

Testi di riferimento:
I MODULO (Introduzione):
-Dispensa, messa a disposizione degli studenti, come introduzione al problema dell’immagine in Platone.

II MODULO e III MODULO (testi di riferimento):
-L.M. NAPOLITANO VALDITARA, Platone e le ‘ragioni’ dell’immagine. Percorsi filosofici e deviazioni tra metafore e miti, Milano, Vita § Pensiero 2007.
- letture da Platone: fotocopie di testi originali messe a disposizione degli studenti.

IV MODULO (Approfondimenti critici) (se possibile, anche in collaborazione con altri docenti):
-La concezione dell’immagine platonica nel ‘900.

Metodi didattici: Il corso prevede lezioni frontali e seminariali con lettura diretta di testi e successiva discussione comune; perciò è utile e dunque auspicabile, benché ovviamente non obbligatoria, la frequenza.
Per i non frequentanti il programma rimane lo stesso, ma essi dovranno contattare la docente per concordare un testo personalizzato (a seconda delle proprie conoscenze pregresse, della propria formazione curricolare e dei propri interessi), il cui studio compensi la mancata frequenza del corso.

Modalità d'esame

Lo studente verrà interrogato oralmente, invitato anche alla lettura ed al commento dei passi letti insieme in classe. Chi lo desiderasse potrà presentare una breve relazione scritta (5-10 cartelle da presentarsi, inviandola anche via mail, almeno una settimana prima dell’esame) sui temi e testi discussi in classe: la relazione sarà poi discussa oralmente durante l’esame.