Ermeneutica e pratiche linguistiche (2020/2021)

Codice insegnamento
4S007337
Docente
Tommaso Tuppini
Coordinatore
Tommaso Tuppini
crediti
6
Settore disciplinare
M-FIL/01 - FILOSOFIA TEORETICA
Lingua di erogazione
Italiano
Sede
VERONA
Periodo
Sem. 1B dal 9-nov-2020 al 9-gen-2021.

Orario lezioni

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Obiettivi formativi

L'insegnamento si propone di favorire una pratica di lettura ermeneutica dei testi filosofici, attraverso un lavoro diretto in aula da parte delle studentesse e degli studenti. Richiede dunque sia un loro impegno in prima persona sia il confronto con altre interpretazioni espresse nel lavoro comune guidato dalla docente. A questo scopo l'insegnamento si propone di offrire durante il corso i fondamenti conoscitivi della pratica ermeneutica sia nella sua ricostruzione storica filosofica sia nel dibattito contemporaneo sottolineando le posizioni filosofiche diverse poste in campo. La finalità della pratica ermeneutica in aula è quella che studentesse e studenti acquisiscano una capacità di interpretazione dei testi filosofici proposti con un affinato senso critico e con capacità di confrontarsi con interpretazioni diverse del testo stesso. Tutto questo viene fatto affinché si formi l'abito di lettura dei testi filosofici, che potrà, in un momento successivo, risultare una formazione acquisita per ulteriori prove interpretative. È particolarmente importante che venga acquisita capacità argomentativa sia nella forma orale, qui privilegiata, ma anche nella forma scritta, per la quale vengono richiesti dei brevi testi composti in rapporto al lavoro in aula.

Programma

SOLITUDINE

"Solitudo ipse morbus", si potrebbe dire giocando un po' con un motto antico. C'è qualcosa di più triste e disperante che essere soli? "Quando mi è capitato di riflettere sulle diverse inquietudini degli uomini, sui pericoli e sulle pene a cui si espongono a corte, in guerra, là dove nascono tanti contrasti, passioni, imprese ardite e spesso malvagie, mi son detto spesso che tutti i mali degli uomini derivano da una sola cosa, dal non saper stare senza far nulla in una stanza". Da una parte, dunque, ci starebbero gli uomini, i cavalieri, le loro armi, gli amori, con le gioie e i dolori che la vita di tutti i giorni comporta: incontri, scontri, strette di mano, bestialità, ripicche, seduzioni, delusioni, addii, riprese. Le azioni più varie accompagnate o meno da successo. Dalla parte di chi se ne sta solo soletto in una stanza, invece, cosa c’è? Pascal dice che non c’è nulla, che lì dentro non si fa nulla. Ma è proprio vero? È vero che immaginare la seconda situazione è un po’ angosciante. Cos’è, però, che ci angoscia? Il pensiero di non far nulla? No, perché questo sarebbe a suo modo consolante. Non far niente non è poi così drammatico. Chi dorme e non piglia pesci è sicuramente meno angosciato di chi se ne sta con gli occhi sbarrati e le mani sudate ad aspettare che qualcosa strattoni la lenza. Ad angosciarci, nell’immagine usata da Pascal, è semmai il pensiero di quel che, chiusi da soli in una stanza, ci resta da fare.

Gli studenti sono invitati a procurarsi appena possibile, almeno, i libri di de Maistre e Perec, perché parte del corso verrà svolto in forma seminariale come una lettura e un commento collettivo dei due testi.
Alcuni dei libri indicati in bibliografia sono esauriti o difficili da trovare e verranno caricati in PDF durante il corso.

Testi di riferimento
Autore Titolo Casa editrice Anno ISBN Note
Martin Heidegger Concetti fondamentali della metafisica. Mondo, finitezza, solitudine il Melangolo 2005 pp. 5-220
Martin Heidegger - Eugen Fink Eraclito Laterza 2010 pp.189-206
Michel Foucault Eterotopie Cronopio 2006
Maurice Blanchot Lo spazio letterario Einaudi 1975 "ll di fuori, la notte", "Lo sguardo d’Orfeo", "ll sonno, la notte", "La solitudine essenziale e la solitudine del mondo"
Georges Perec Un uomo che dorme Quodlibet 2009
Xavier de Maistre Viaggio intorno alla mia camera Tarka 2020

Modalità d'esame

Relazione scritta di almeno 10 cartelle il cui argomento va concordato in precedenza e che sarà discussa oralmente. La relazione servirà per valutare la proprietà del linguaggio, la capacità critico-argomentativa, la capacità di rielaborare autonomamente quello che si è appreso. Il voto sarà espresso in trentesimi. La prova è identica per studenti frequentanti e non frequentanti. Gli studenti non frequentanti sono invitati a prendere contatto con il docente almeno con un mese d'anticipo sulla data dell'appello per concordare insieme l'argomento della relazione.
Parte della valutazione sarà in funzione del lavoro svolto dagli studenti nelle parti "seminariali" del corso.

Materiale didattico

Documenti