Linguaggio, inconscio, retorica (m) (2017/2018)

Codice insegnamento
4S003312
Docente
Tommaso Tuppini
Coordinatore
Tommaso Tuppini
crediti
6
Settore disciplinare
M-FIL/01 - FILOSOFIA TEORETICA
Lingua di erogazione
Italiano
Sede
VERONA
Periodo
Sem. IB dal 13-nov-2017 al 20-gen-2018.

Orario lezioni

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Obiettivi formativi

Obiettivo principale del corso è di spiegare l'esperienza del linguaggio dal punto di vista della filosofia. In che modo noi facciamo esperienza del linguaggio come di una "facoltà" umana? C'è un luogo di coincidenza tra l'essere del linguaggio e l'essere dell'uomo che però impedisce di assimilare l'uno all'altro o l'altro all'uno?

Programma

SENSO E LINGUAGGIO IN HEIDEGGER

Nell'ultima fase del pensiero di Heidegger la "differenza ontologica" diventa "linguaggio". La differenza non è più, semplicemente, quella tra essere ed ente, ma tra i Quattro del "Geviert" e la cosa. Il linguaggio non è - come in "Essere e tempo" - un esistenziale dell'Esserci, ma un potere d’indicazione, una capacità di far-segno che articola la differenza tra la cosa e il mondo. La differenza più che essere “agita” o “conosciuta” è abitata dal linguaggio originario della poesia: non il linguaggio come materia fonetica e capitale semantico, ma come potere d’indicazione. Come quando un dito indica la luna e, così facendo, fa venire alla presenza sé, la luna e la distanza fra sé e la luna. Il frammezzo tra mondo e cosa, l’evento che fa rispecchiare i Quattro l’uno nell’altro, è percorso dalla tensione dell’indicare. Heidegger che commenta Trakl dice: nel mezzo c’è il dolore. È la stessa cosa: «linguaggio – coerenza e sostegno del dolore», sta scritto in una poesia di Heidegger. E anche: «dolore, frattura del silenzio – grido». Il dolore è il grido che incrina il cristallo del vuoto. Più che di un vero e proprio grido, si tratta di un torcimento silenzioso, di un rumore con cui ha inizio il “linguaggio”: come se la commessura tra il mondo e la cosa scricchiolasse. Se il linguaggio è la “casa” dell’essere – come Heidegger dice altrove – non dobbiamo pensare a un’architettura monumentale oppure intima e accogliente. La “casa” è soprattutto un luogo di passaggio, di soglia: è fatta di porte, finestre, corridoi e vestiboli, come le case che vediamo nei film di Antonioni. Il linguaggio è in primo luogo il Dire dicente il cui potere d’indicazione – il far-segno – può allontanare e avvicinare, far esplodere il mondo e farlo implodere dentro la cosa. Il linguaggio fatto di parole, il Dire detto, è invece l’articolazione del rumore inarticolato fatto dalla commessura del mondo e delle cose.

Testi di riferimento
Autore Titolo Casa editrice Anno ISBN Note
Martin Heidegger Essere e tempo Longanesi 2005 §§. 1-18, 29-34, 40-53, 65, 68a
Tommaso Tuppini Heidegger, un'introduzione QuiEdit 2017
Martin Heidegger Parmenide Adelphi 1993 pp. 186-202
Martin Heidegger Saggi e discorsi Mursia 1976 La cosa, pp. 109-124

Modalità d'esame

L'attività didattica consiste di lezioni frontali in cui verranno commentati in modo analitico i testi di riferimento. Parte integrante della didattica frontale è lo studio individuale dei testi da parte dello studente (delle parti commentate a lezione e delle parti che non sono state commentate in modo esplicito).
Per superare l’esame lo studente dovrà: possedere una sufficiente padronanza dei temi, esprimersi con un lessico adeguato, conoscere gli strumenti concettuali e le strategie argomentative dei testi di riferimento. Lo studente dovrà essere capace di ricostruire e rielaborare in modo autonomo i testi studiati.
Per tutti gli studenti, frequentanti e non frequentanti, la prova consisterà in una relazione scritta di circa 10 cartelle che verterà su un argomento concordato in anticipo da discutere poi oralmente con il docente. La valutazione dell’apprendimento sarà espressa con valutazione in trentesimi.

Materiale didattico

Documenti

Opinione studenti frequentanti - 2017/2018