Ermeneutica pedagogica (2014/2015)

Codice insegnamento
4S000562
Docente
Daniele Loro
Coordinatore
Daniele Loro
crediti
9
Settore disciplinare
M-PED/01 - PEDAGOGIA GENERALE E SOCIALE
Lingua di erogazione
Italiano
Sede
VERONA
Periodo
Sem. IIA, Sem. IIB

Orario lezioni

Sem. IIA
Giorno Ora Tipo Luogo Note
lunedì 11.00 - 13.30 lezione Aula 1.6  
giovedì 11.00 - 13.30 lezione Aula 1.6  
Sem. IIB
Giorno Ora Tipo Luogo Note
lunedì 11.00 - 13.30 lezione Aula 1.6  
giovedì 11.00 - 13.30 lezione Aula 1.6  

Obiettivi formativi

Finalità formativa generale
La finalità formativa generale dell’insegnamento di Ermeneutica pedagogica, posto all’interno del corso di laurea magistrale in Scienze pedagogiche, consiste nell’approfondire il significato dell’educazione, pensata come una grande esperienza di “interpretazione”, preceduta e seguita da un’analoga esperienza interpretativa che si concretizza in ogni teorizzazione pedagogica. Da qui la necessità, per chi opera nell’ambito dell’educazione o che riflette in termini pedagogici su di essa, di approfondire il tema dell’ermeneutica e le sue molteplici articolazioni storiche e filosofiche.
Il fatto che l’educazione possa essere pensata “anche” come un’esperienza interpretativa spiega la nascita di questa disciplina, che si colloca all’interno dello storico rapporto tra educazione, pedagogia e filosofia, da cui è scaturito in passato l’orizzonte disciplinare rappresentato dalla “filosofia dell’educazione”, di cui l’ermeneutica pedagogica può essere considerata come una particolare articolazione e uno specifico approfondimento conoscitivo.
Dal punto di vista del suo statuto conoscitivo, l’ermeneutica pedagogica può essere pensata come una forma di “ermeneutica applicata”, ossia come specifica modalità conoscitiva di tipo ermeneutico, riferita all'ambito educativo e pedagogico.
La finalità formativa generale di questo insegnamento è dunque di natura essenzialmente conoscitiva e riflessiva, nel senso che sollecita l’educatore e il pedagogista a prestare particolare attenzione al momento in cui, nella progettazione educativa o nella riflessione sull’azione educativa appena conclusa, emerge in primo piano il momento “interpretativo” e la sua rilevanza conoscitiva, con particolare riguardo al ruolo del soggetto interpretante.


Obiettivi formativi specifici
Sulla base della finalità generale sopra esposta il corso si propone di raggiungere alcuni obiettivi formativi specifici, espressi sotto forma di risultati di apprendimento attesi.
- Primo obiettivo formativo: la conoscenza e la comprensione dell’educazione come “esperienza di interpretazione” e dunque come scoperta dell’importanza dell’ermeneutica, della sua storia e delle sue teorie più significative; ciò comporta la necessaria conoscenza dell’ermeneutica filosofica (e non solo filosofica) e la sua riformulazione in termini pedagogici. In relazione a ciò, alla fine del corso lo studente sarà in possesso di un sufficiente livello di conoscenza dell’ermeneutica, sapendola adeguatamente contestualizzare nell’ambito della sua storia, con particolare riguardo agli autori e alle correnti moderne e contemporanee che ne hanno caratterizzato l’evoluzione.
- Secondo obiettivo formativo: la capacità metodologica e operativa di leggere la relazione educativa in generale, e qualunque problema educativo in particolare, anche dal punto di vista ermeneutico. In tal modo, alla fine del corso lo studente sarà in grado di integrare le nuove conoscenze all’interno del proprio bagaglio culturale e di saperne fare un’applicazione professionale.
- Terzo obiettivo formativo: riguarda la capacità di individuare il modello ermeneutico più adatto per interpretare l’esperienza educativa, rispettando di quest’ultima le caratteristiche costitutive. In tal modo, al termine del corso, lo studente sarà in grado sia di arricchire i propri modelli di ricerca e di azione, sia di valutare in modo autonomo le possibilità conoscitive ed eventualmente anche i limiti dell’ermeneutica riletta in chiave pedagogica.
- Quarto obiettivo formativo: riguarda il miglioramento delle capacità linguistiche e comunicative, arricchite dal patrimonio problematico e concettuale che è proprio dell’ermeneutica in generale e di quella pedagogica in particolare. In tal modo, al termine del corso lo studente sarà in grado di integrare il proprio linguaggio educativo con gli apporti provenienti dall’orizzonte ermeneutico.

Programma

Contenuti
Durante le lezioni saranno affrontati indicativamente i seguenti temi, che rappresentano i contenuti principali della parte “generale” o istituzionale del corso:
- l’educazione come problema ermeneutico;
- elementi di storia dell’ermeneutica: dall’età classica a Schleiermacher e a Dilthey;
- l’ermeneutica del Novecento: Heidegger, Gadamer, Betti, Ricoeur;
- due diversi sviluppi dell’ermeneutica italiana del Novecento: Pareyson e Vattimo;
- dalla riflessione storico-filosofica alla rilettura ermeneutica, dal punto di vista metodologico e contenutistico, della pratica educativa;
- l’ermeneutica pedagogica come ermeneutica “applicata”.

Contenuti principali della parte “monografica” o di approfondimento del corso:
- l’ermeneutica come “metodo” conoscitivo, in educazione come nella riflessione pedagogica;
- l’ermeneutica come “esperienza” conoscitiva della verità, ricercata e sperimentata anche attraverso l’interpretazione dei propri errori.

Modalità d'esame

Testi per l’esame
Per la parte generale: sono obbligatori per tutti, frequentanti e non frequentanti, i testi seguenti:
- D. Loro, Ermeneutica pedagogica. La dimensione interpretativa dell’educazione. Dispensa a. a. 2014-2015 (la dispensa sarà disponibile, a fine corso, presso la libreria Ateneo, Lungadige Porta Vittoria, 37. www.ateneovr.it).
- M. Baldini, Virtù dell’errore. Fra epistemologia e pedagogia, Brescia, ed. La Scuola, 2012.
- S. Chialà, Parole in cammino. Testi e appunti sulle dimensioni del viaggio, Magnano (Biella), ed. Qiqajon, 2006, seconda ristampa, 2011.
- A. Sattanino, Mowo. La ricerca della verità, ed. Proget, Albignasego (PD), 2014.
- M. Zambrano, Per l’amore e per la libertà. Scritti sulla filosofia e sull’educazione, Milano-Genova, ed. Marietti, 2008, pp. 97-119.

Metodo didattico
Le lezioni avranno prevalentemente un carattere frontale, ma al loro interno saranno favoriti interventi, domande e brevi dibattiti sui temi di volta in volta affrontati. Il laboratorio avrà un carattere esperienziale, colloquiale, partecipativo e collaborativo.

L’esame avverrà nella forma del colloquio orale.
La valutazione della prova d’esame si incentrerà sulla verifica del livello di apprendimento di quanto previsto dagli obiettivi formativi specifici. Le domande saranno di tipo descrittivo (per verificare l’apprendimento e la comprensione dei contenuti), di tipo argomentativo (per verificare la capacità di collegamento e di riflessione) e di tipo applicativo (per verificare la capacità di pensare in termini concreti e operativi i contenuti teorici studiati).
Per garantire la connessione, come richiesto dal documento di “integrazione al diploma di laurea” (diploma supplement), tra il programma d’esame e l’anno accademico in cui lo studente sostiene l’esame, e poiché ogni anno il programma del corso è approfondito e aggiornato nei suoi contenuti rispetto ai programmi degli anni precedenti, è scientificamente e didatticamente opportuno che gli studenti iscritti negli anni accademici precedenti diano l’esame portando il programma dell’anno accademico in corso, eccetto gravi e motivate ragioni, da comunicare in ogni caso e preventivamente al docente, che deciderà sulla richiesta.