Pedagogia e differenza sessuale (2013/2014)

Codice insegnamento
4S00818
Docente
Anna Maria Piussi
Coordinatore
Anna Maria Piussi
crediti
9
Settore disciplinare
M-PED/01 - PEDAGOGIA GENERALE E SOCIALE
Lingua di erogazione
Italiano
Sede
VERONA
Periodo
Sem IIA, Sem IIB

Orario lezioni

Sem IIA
Giorno Ora Tipo Luogo Note
martedì 14.00 - 16.30 lezione Aula Zorzi A  
giovedì 14.00 - 16.30 lezione Aula Zorzi A  
Sem IIB
Giorno Ora Tipo Luogo Note
martedì 14.00 - 16.30 lezione Aula Zorzi A  
giovedì 14.00 - 16.30 lezione Aula Zorzi A  

Obiettivi formativi

Nei discorsi scientifici e nella pratica accademica - così come in altri ambiti della vita pubblica - la differenza umana fondamentale, ossia la differenza di essere donna o uomo, non viene considerata come produttiva di pensiero e di senso, ma al più intesa come oggetto di conoscenza di un soggetto che si presume neutro-universale. L'educazione, l'insegnamento, la formazione sono ambiti fortemente segnati dalla presenza femminile, ma il linguaggio, il simbolico, i saperi, le forme organizzative, riflettono ancora in larga misura paradigmi neutro-maschili, fondati su dualismi gerarchizzanti (natura/cultura, pubblico/privato, produzione/riproduzione, ragione/emozione, conscio/inconscio, oggettivo/soggettivo, normale/ deviante ecc.). Urgente diventa assumere una postura di pensiero e di azione che tenga conto del fatto che il mondo è uno ma i sessi sono due, nè uguali nè complementari, con la varietà singolare delle loro esperienze umane e di orientamento sessuale, e con aspettative, desideri, competenze, bisogni educativi non omologabili. Cambiamenti significativi sono avvenuti negli ultimi decenni sotto la spinta autonoma del pensiero e della politica delle donne che agiscono la differenza femminile come apertura di nuovi orizzonti in tutti i campi (politica, lavoro, famiglia, ricerca, salute, arte, educazione, scuola ecc.), fuori dal paradigma della parità con gli uomini, e scommettono sulla forza generativa della differenza assunta consapevolmente, delle relazioni, della soggettività, per un senso libero di essere donne/uomini e del loro divenire. Come in altri ambiti, anche nell'educazione e nei saperi pedagogici ciò comporta profonde modificazioni di sguardo, di linguaggio, di pensiero, a cui il corso intende avviare. Il corso intende dunque rendere consapevolmente attiva la differenza sessuale nella ricerca pedagogica, nelle pratiche educative, nei processi formativi e autoformativi, nella progettazione e organizzazione degli interventi e dei servizi educativi, nella conduzione di consulenze a singoli e gruppi, ambiti in cui opera il/la pedagogista.

Per il perseguimento di tali obiettivi si prevede una pluralità di attività didattiche, orientate per il possibile all'apprendimento esperienziale e collaborativo (oltre a lezioni frontali: attività laboratoriali, ricerche di gruppo, conoscenza di servizi e progetti in corso, discussione di casi, project work).

Programma

Primum vivere. Educare nel/al senso libero della differenza sessuale: significati, condizioni, processi trasformativi

Il corso assumerà un andamento dialogico, con alternanza di momenti espositivi, discussione, approfondimento dei testi, lavori individuali e di piccolo gruppo.
I temi del corso sono articolabili in varie direzioni interessanti per la riflessione pedagogica. Senza escluderne altre, alcune linee proponibili per approfondimenti, lavori individuali e di piccolo gruppo, sono:
- maternità, paternità, nuove costellazioni familiari e relazionali
- donne e uomini, bambine e bambini nella scuola e nei servizi per l'infanzia
- violenza
- omosessualità, omofobia
- trasformazioni del maschile

Testi per l'esame:

1. Piussi Anna Maria, Due sessi, un mondo. Educazione e pedagogia alla luce della differenza sessuale, Quiedit 2008.
2. Cavina Chiara, Danna Daniela, Crescere in famiglie omogenitoriali, FrancoAngeli 2011 3. Mecenero Cristina, Voci maestre, Junior 2003 oppure Cappellini Laura (cur.), Educare alla differenza, dossier rivista 'Bambini',gennaio 1999 (reperibile in Biblioteca Dipartimento)
4. Il rischio dell'incontro. La competenza femminile nella relazione di aiuto, Comune di Mantova 2004 (una copia si trova nella Biblioteca di Dipartimento).
5. Burgio Giuseppe, Adolescenza e violenza. Il bullismo omofobico come formazione alla maschilità, Mimesis 2012.
6. Deiana-Greco (cur.),Trasformare il maschile, Cittadella Ed., 2012
I testi ai punti 2 e 3 sono a scelta a seconda del tema che si desidera approfondire.

Modalità d'esame

Modalità di valutazione: colloquio orale.
Per le/i frequentanti l'esame può essere sostituito con un elaborato preferibilmente di piccolo gruppo (3 persone max), presentato e discusso in aula, in cui sia riconoscibile l'apporto personale. Verranno date indicazioni su come organizzare e stendere l'elaborato.
La frequenza al corso è vivamente consigliata.