Teorie e metodi dell'educazione (2012/2013)

Codice insegnamento
4S02874
Docente
Valentina Mazzoni
Coordinatore
Valentina Mazzoni
crediti
9
Settore disciplinare
M-PED/01 - PEDAGOGIA GENERALE E SOCIALE
Lingua di erogazione
Italiano
Sede
VERONA
Periodo
Sem. 1A, Sem. 1B

Orario lezioni

Sem. 1A
Giorno Ora Tipo Luogo Note
martedì 14.00 - 15.40 lezione Aula T.2  
giovedì 11.50 - 13.30 lezione Aula T.5 dal 11-ott-2012  al 18-nov-2012
venerdì 8.30 - 10.10 lezione Aula T.5  
Sem. 1B
Giorno Ora Tipo Luogo Note
martedì 14.00 - 15.40 lezione Aula T.2 dal 5-dic-2012  al 16-dic-2012
giovedì 11.50 - 13.30 lezione Aula T.5 dal 5-dic-2012  al 16-dic-2012
venerdì 8.30 - 10.10 lezione Aula T.5 dal 5-dic-2012  al 16-dic-2012

Obiettivi formativi

Obiettivo principale del corso è l’acquisizione della struttura del sapere pedagogico come sapere teorico, empirico e pratico.

Una pedagogia che si configura come teoria dell'educazione (sapere teorico) trova la sua ragion d'essere nell'intenzione di orientare la pratica educativa (sapere pratico), in modo tale che l’educazione sia in grado di promuovere la piena realizzazione dell'essere umano. Per svilupparsi come sapere pratico, ogni teoria dell’educazione deve costantemente avere nell’esperienza il suo riferimento principale, e quindi assumere la dimensione empirica (sapere empirico) come elemento imprescindibile.

Dal punto di vista delle teorie, il corso intende offrire una conoscenza approfondita della teoria della cura e in particolare dei suoi elementi centrali:
a. la relazione come base di ogni esperienza educativa. L’educatore è soggetto che vive questa relazione e come adulto la orienta, in funzione della crescita dell’altro. Le conoscenze e le competenze che l’educatore deve costruirsi non sono quindi statiche ma dinamiche, ossia devono essere continuamente ripensate a partire dalla dinamicità della relazione;
b. l’atteggiamento/postura dell’educatore come momento centrale nella costruzione di una pratica di cura. L’educatore è strumento primo della relazione e per questo è chiamato continuamente a riflettere su di sé a partire dalla propria esperienza per vivere in modo significativo la relazione educativa.

Le teorie e i metodi educativi sono per l’educatore uno strumento utile per entrare nel merito di questa relazione e intervenire; ma occorre che tali strumenti siano continuamente ri-pensati a partire dai diversi soggetti, contesti e situazioni in cui l’educatore si trova ad agire. Per questo i metodi educativi vanno declinano a seconda dei soggetti e dei contesti in cui l’educatore si trova ad operare. In questa direzione il programma del corso prevede una distinzione di contenuti a seconda dell’interesse: infanzia e i suoi contesti educativi; adolescenza e situazioni difficili.
In entrambi i casi l’obiettivo è quello di illustrare come il metodo di lavoro si costruisca a partire da soggetti e situazioni educative, in modo da costruire percorsi capaci di partire dall’esperienza e agire in essa per migliorarla.

Programma

Il corso si articola in due parti. La prima ha l’obiettivo di sviluppare il tema della teoria educativa (Sezione A), la seconda quella dei metodi (lo studente dovrà decidere a scelta una delle seguenti sezione: B – infanzia e i suoi contesti educativi – C – adolescenza e situazioni difficili).

Altro materiale di approfondimento potrà essere offerto allo studente durante il corso; tale materiale sarà presente sulla piattaforma e-learning (piattaforma disponibile a partire dall’inizio del corso).

Modalità d'esame

Testi per l’esame

Sezione A (teoria)

1. Dewey, J. (1990) Le fonti di una scienza dell’educazione, LaNuovaItalia: Firenze.
2. Mortari, L. (2006) La pratica dell’aver cura, Mondadori: Milano.
3. Mortari, L. e Mazzoni, V. (2012) La pedagogia come pragmatica dell'educazione , Cortina Editrice (Disponibile nei punti vendita Cortina).

I testi di una delle due sezioni a scelta dello studente – B o C.

Sezione B (metodi: infanzia e i suoi contesti)

4. Manini, M., Gherardi, V. e Balduzzi, L. (2005) Gioco, Bambini, Genitori. Roma: Carocci.

5. D. Belotti, V. e Moretti, R. (2011) L'Italia "minore". Mappe di indicatori sulla condizione e le disuguaglianze nel benessere dei bambini e dei ragazzi, Questioni e Documenti, 51, Firenze Istituto degli Innocenti.
Testo reperibile nello spazio e-learning.
(di questo testo/documento sono da studiare le seguenti parti: Prefazione + Elementi di un quadro d'insieme (pp. X-XV); Verso le mappe degli idnicatori (pp. 1-22); Tra stabilità e cambiamento nel tempo (pp. 23-76)).


Sezione C (metodi: adolescenti e situazioni difficili)

4. Bertolini, P. e Caronia L. (1993) Ragazzi difficili. Pedagogia interpretativa e linee di intervento, Scandicci: LaNuovaItalia.
(Solo i capitoli presenti onello spazio e-learning: Devianza minorile e paradigma pedagogico; Verso una pedagogia dei ragazzi difficili; Conoscere e comprendere; Verso il cambiamento: le prime strategie educative; La dilatazione del campo di esperienza; La figura e il ruolo dell'educatore professionale; La costruzione di una nuova visione del mondo).

5. Relazione sulla condizione dell'infanzia e dell'adolescenza_2008-2009, a cura dell'Osservartorio Nazionale per l' Infanzia e l'Adolescenza.
Testo reperibile nello spazio e-learning.
(Di questo testo/documento, sono da studiare le seguenti parti: Favorire la partecipazione sociale e negli ambiti della vita quotidiana (pp. 1- 30); Promuovere i rapporti tra le generazioni (pp. 31-54); Contrastare l'esclusione sociale e la povertà (pp. 98-112); Incrementare il processo di sviluppo di una retedi servizi integrati (pp. 131-156).

Modalità d’esame
L’acquisizione delle conoscenze sarà verificata attraverso una prova scritta con domande aperte; la verifica delle conoscenze potrebbe richiedere allo studente un’integrazione dell’esame con una prova orale.