Progetto “Come il vento che corre la terra. Mappe per una comunità educante sostegno di saperi, competenze, autonomie delle Bambine e dei Bambini"

  from 11/5/25 to 9/30/25

Presentazione progetto

“Come il vento che corre la terra. Mappe per una comunità educante sostegno di saperi, competenze, autonomie delle Bambine e dei Bambini"

Verona, 5 novembre 2025 – Presentato il 5 novembre, nella sede del Melograno di Verona, il progetto che il Comune di Verona, in qualità di capofila, realizzerà nei prossimi mesi – grazie al Bando Direzione Giovani di Fondazione Cariverona 2024.

Presenti i partner di progetto e in primis il Comune, con l’Assessora alle politiche educative e scolastiche Elisa La Paglia, la Fondazione Cariverona con Marta Cenzi, Responsabile Area attività istituzionali e Marco Ubbiali, docente pedagogia generale Dipartimento Scienze Umane Università di Verona.
Il progetto mira a costruire sul territorio una comunità educante che, ispirata al principio di cura, sia in grado di offrire ai bambini e alle bambine opportunità per apprendere ad aver cura di s
é, per la scoperta, la coltivazione e la fioritura dei propri talenti e per lo sviluppo delle competenze necessarie ad orientarsi, in modo consapevole, autonomo e critico, nelle complessità del tempo attuale. Particolare riguardo sarà dato all’abbattimento delle disuguaglianze di genere che, come nel campo delle STEAM, affondano le proprie radici nei primi anni della formazione.

Il tutto nasce dalla collaborazione tra diversi partner guidati dal Comune di Verona – Assessorato alle politiche educative che nel 2024 ha analizzato un contesto locale che conta sul territorio comunale oltre 12.200 bambine e bambini tra i 6 e gli 11 anni di cui oltre il 51% maschi e oltre il 48% femmine, con un 23,3% senza cittadinanza italiana e con la maggiore concentrazione (23,7%) residente in terza circoscrizione, zona ovest della città e solo il 6,9% nella zona nord est. Rilevato come preoccupante il problema della dispersione scolastica: dal monitoraggio sulla dispersione scolastica effettuato dalla Direzione Servizi Formativi e dell’Istruzione del Comune emerge che l’abbandono scolastico è incostante aumento ed è presente maggiormente nei quartieri come Borgo Roma; Borgo Venezia, San Michele; Borgo Nuovo; Santa Lucia; Golosine. Il fenomeno ha molteplici cause e fattori critici, tra cui prevalente il disagio socio-familiare, i casi di disagio psichico e il disagio scolastico. Le famiglie con difficoltà finanziarie nel 2024 sono state il 26 % dei casi; il disagio sociale costituito da problemi familiari e difficoltà relazionali che influenzano negativamente la motivazione e la frequenza scolastica nel 2024 ha toccato il 20% dei casi.

Il raccordo tra enti, scuola e famiglie diventa, quindi, la chiave di volta per un futuro inclusivo e con una grande attenzione ai bisogni dei più piccoli attraverso percorsi formativi e collaborativi in cui docenti, famiglie, bambine e bambini diventino protagonisti del cambiamento. Serviva, dunque, un progetto inclusivo che sviluppasse il pensiero critico, superando gli stereotipi di genere e che tenesse conto del concetto di filosofia della cura e conoscenza del sé nonché dello sviluppo di capacità e talenti legati alle materie STEAM.

Responsabilità, consapevolezza, autonomia e cura alcune delle parole chiave che guidano le azioni che si svilupperanno su due annualità, 2025 e 2026 con tre principali aree di intervento:

  1. Potenziamento della Scuola: formazione specifica per insegnanti, curata dall'Università di Verona, per adottare metodi didattici basati sulla filosofia della cura e sulla promozione della riflessività. Prevede co-progettazione di laboratori con alunni e alunne, anche in materie STEAM.
  2. Pratiche e Relazioni: sperimentazione di pratiche formative, teatrali ed espressive focalizzate sul linguaggio, l’ascolto, l'esperienza corporea e i linguaggi dell'arte, rivolte a scuole e famiglie, con l'obiettivo di costruire ambienti inclusivi e liberi da condizionamenti di genere. Inclusi laboratori su corpo, voce e relazioni in Biblioteca Civica, cicli di incontri sugli stereotipi di genere per genitori e bambini/e insieme e un percorso per madri e figlie (10-11 anni) sulla ciclicità femminile.
  3. Comunità Educante: verranno organizzati eventi pubblici, conferenze, spettacoli e una mostra itinerante per la diffusione in progress dei percorsi e dei loro risultati.

Il progetto entrerà nel vivo nelle prossime settimane coinvolgendo gli Istituti comprensivi veronesi, chiamati a scegliere tra alcuni percorsi come “Una scuola capace di far fiorire i talenti” a cura del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università di Verona che comprende 3 percorsi tra seminari, incontri e laboratori, rivolti al personale docente per fornire strumenti atti alla conoscenza del sé e la co-costruzione di classi come propulsori di cura; tre percorsi tra teatro, linguaggio metaforico e racconto intorno alla figura paradigmatica di Antigone a cura di Rosanna Sfragara, attrice e curatrice di progetti d’arte e un percorso per conoscere gli stereotipi di genere insieme genitori e figlie/i a cura di Laura Sebastio, psicologa e formatrice.

È previsto, poi, il 30 novembre alle 17 un evento, a ingresso gratuito al Teatro Camploy di Verona, dal titolo “Caino e Abele”, una narrazione a passo di danza potente e contemporanea, di Manuela Capece e Davide Doro con Alberto Galluzzi e Federico Sapucci, una produzione compagnia RODISIO/TAK Theater Liechtenstein. Lo spettacolo è adatto a bambine/i dagli 8 anni e alle loro famiglie.

Partner sono il Dipartimento di Scienze Umane dell’ateneo veronese, il Giardino dei linguaggi, Il Melograno, il Collettivo Progetto Antigone, Terra dei Popoli e con la collaborazione di Rete Disegnare il Futuro e BamBam Teatro.

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Programme Director
Marco Ubbiali  -  Federica Valbusa

Department
Human Sciences

Organisation

Department facilities

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