Pedagogia e differenza sessuale (2015/2016)



Codice insegnamento
4S00818
Crediti
9
Coordinatore
Antonietta De Vita
Settore disciplinare
M-PED/01 - PEDAGOGIA GENERALE E SOCIALE
Lingua di erogazione
Italiano
L'insegnamento è organizzato come segue:
Attività Crediti Periodo Docenti Orario
Parte I 4 Sem. IIA Antonietta De Vita
Parte II 5 Sem. IIB Anna Maria Piussi

Orario lezioni

Sem. IIA
Attività Giorno Ora Tipo Luogo Note
Parte I mercoledì 14.00 - 16.30 lezione Aula 1.6  
Parte I giovedì 8.30 - 11.00 lezione Aula 1.6  
Sem. IIB
Attività Giorno Ora Tipo Luogo Note
Parte II lunedì 16.30 - 19.00 lezione Aula 1.6  
Parte II giovedì 16.30 - 19.00 lezione Aula 1.6  

Obiettivi formativi

L'educazione, l'insegnamento, la formazione sono ambiti fortemente segnati dalla presenza femminile, ma il linguaggio, il simbolico, i saperi, le forme organizzative e gestionali sembrano riflettere ancora paradigmi neutro-maschili, fondati su dualismi gerarchizzanti, in una logica di potere (natura/cultura, pubblico/privato, produzione/riproduzione, ragione/emozione, oggettivo/soggettivo, normale/ deviante ecc.). Urgente diventa assumere una postura di pensiero e di azione che tenga conto del fatto che il mondo è uno ma abitato da donne e uomini, con la varietà delle loro esperienze umane singolari e di orientamento sessuale, e con aspettative, desideri, competenze, bisogni educativi non omologabili. Partiremo da una idea fondante del femminismo della differenza: l’idea che le donne non vanno trattate come un gruppo sociale svantaggiato e discriminato, da proteggere, supportare, e rendere più uguali agli uomini con politiche di parità/pari opportunità e “pedagogie di genere”; ma, al contrario, che la libertà femminile, guadagnata nelle relazioni tra donne, ha cambiato profondamente, a partire dal rapporto con se stesse, il rapporto con gli uomini e con le loro costruzioni storiche, e ripensa radicalmente il mondo (cultura, saperi, forme del legame sociale, economia, politica ecc.) scommettendo su un cambio di civiltà, più vivibile e giusta per tutti. E in un tempo ormai post-patriarcale, caratterizzato da disorientamento e ambivalenze, ma anche da nuove consapevolezze, soggettività in movimento e pratiche trasformative, come in altri ambiti anche nell'educazione e nei saperi pedagogici ciò comporta profonde modificazioni di sguardo, di linguaggio, di paradigmi interpretativi, a cui il corso intende avviare. Il corso intende dunque rendere consapevolmente operativo il senso libero della differenza sessuale, per una nuova civiltà di rapporti, nella ricerca pedagogica, nelle pratiche educative e formative, nella progettazione e organizzazione degli interventi e dei servizi educativi, nelle consulenze a singoli e gruppi.

Programma

Principali orientamenti di pensiero e di azione da acquisire:
- parlare non è mai neutro: sessuazione della lingua, soggettività e competenza simbolica
- partire da sé: il sapere dell’esperienza in educazione e nella ricerca pedagogica
- al centro le relazioni: pratica delle relazioni, relazioni di disparità, cura
- potere e autorità: il massimo dell’autorità con il minimo di potere


I temi del corso sono articolabili in varie direzioni interessanti per la riflessione pedagogica. Propongo i seguenti:

1. nuove costellazioni familiari e relazionali. Famiglie omogenitoriali

2. donne e uomini, bambine e bambini nella scuola e nei servizi per l'infanzia: quali novità?

3. la questione maschile e i fenomeni di violenza
4. la competenza femminile nelle relazioni di aiuto
5. il principio generativo-materno nella cultura organizzativa e nella leadership

Testi per l'esame:

Testo introduttivo: Anna Maria Piussi, Due sessi, un mondo. Educazione e pedagogia alla luce della differenza sessuale, Quiedit 2008.
1. Alessandra Gigli (a cura di), Maestra, ma Sara ha due mamme?, Guerini (2011) 2014.
2. M. Cristina Mecenero, Voci maestre, Junior 2003, e Laura Cappellini (cur.), Educare alla differenza, dossier rivista 'Bambini', genn. 1999 (reperibile in Biblioteca di Dipartimento)
3. Giuseppe Burgio, Adolescenza e violenza. Il bullismo omofobico come formazione alla maschilità, Mimesis 2012; oppure Deiana-Greco (cur.),Trasformare il maschile. Nella cura, nell’educazione, nelle relazioni, Cittadella 2012.

4. Il rischio dell'incontro. La competenza femminile nella relazione di aiuto, Comune di Mantova 2004 (reperibile in Biblioteca di Dipartimento) e Delfina Lusiardi, Anna Maria Piussi, E la vita continua quasi dritta. Un laboratorio di narrazioni pazienti, Quiedit 2015.
5. Andrea Vitullo, Riccarda Zezza, La maternità è un master, Bur 2014.

Abbiamo indicato i testi suddividendoli in relazione ai temi del corso. Precisiamo che, oltre al testo introduttivo, sono obbligatori i testi ai punti 2 e 4, più un altro testo a scelta tra i rimanenti punti 1,3,5.

Si prevede una pluralità di attività didattiche: oltre a lezioni frontali partecipate, incontri con testimoni, ricerche di piccolo gruppo, discussione di casi e di progetti in corso.

Modalità d'esame

Per le/i non frequentanti colloquio orale. 

Per coloro che frequentano: compatibilmente con la loro numerosità, le/i frequentanti possono sostituire l'esame orale con un elaborato di piccolo gruppo presentato e discusso in aula, in cui sia riconoscibile l'apporto individuale, con l’obiettivo di approfondire i temi proposti. Verranno date indicazioni su come organizzare e stendere l'elaborato.
Le proposte per i lavori di gruppo si raccoglieranno il 24 marzo; le esposizioni in aula avverranno nel mese di maggio secondo un calendario da concordare insieme.

Opinione studenti frequentanti - 2015/2016