"RE-SERVES, la ricerca al servizio delle fragilità educative" - PRIN 2017

  Tuesday, June 11, 2019
RE-SERVES, la ricerca al servizio delle fragilità educative”, coordinato da Marcella Milana, docente del dipartimento di Scienze umane, è tra i progetti  dell’università di Verona finanziati dal bando Prin 2017.
Il programma Prin è destinato al finanziamento di progetti di ricerca pubblica, allo scopo di favorire il rafforzamento delle basi scientifiche nazionali e rendere più efficace la partecipazione alle iniziative relative ai Programmi Quadro dell’Unione Europea. Il meccanismo di assegnazione dei fondi del Miur è basato su precisi principi guida: l’alto profilo scientifico del coordinatore nazionale e dei responsabili di unità operativa; l’originalità, adeguata metodologia, impatto e fattibilità del progetto di ricerca; la finanziabilità dei progetti in ogni campo di ricerca; un adeguato sostegno finanziario garantito dal Miur. 
Il progetto RE-SERVES mira ad approfondire la comprensione delle relazioni tra fragilità, vulnerabilità e educazione, attraverso l'analisi e la problematizzazione delle pratiche educative esistenti in una varietà di contesti. Sulla base di queste conoscenze, RE-SERVES mira anche a proporre un orizzonte ermeneutico per la progettazione di nuove politiche e pratiche educative.
Le relazioni esistenti tra educazione, vulnerabilità - a livello individuale, strutturale e sociale – fragilità e identità di gruppi di persone e comunità sono ancora sottovalutate, almeno nel contesto italiano. La comprensione di tali relazioni, tuttavia, è un prerequisito per garantire un'educazione inclusiva e di qualità per tutti e promuovere l’apprendimento permanente in Italia.
RE-SERVES contribuirà a esplorare queste relazioni concentrandosi su quattro temi, il disimpegno civico, con le analisi sociologiche e filosofiche contemporanee che descrivono la nostra società come caratterizzata dall'indifferenza e dall'individualismo. Questa visione della vita sociale corrisponde ad un "disimpegno civico", cioè alla incapacità di comprendere la nostra vita comune, di impegnarsi nella società e nel prendersi cura della comunità. Per contrastare questa tendenza, le pratiche educative devono contribuire a formare cittadini critici e attivi. Riconoscendo che la scuola ha un ruolo centrale nella costruzione di una nuova società, attraverso la sua opera e nelle relazioni con altri enti (famiglie, organizzazioni territoriali, ecc.), questo progetto intende contribuire alla ricerca pedagogica sul disimpegno civico, offrendo dati, interpretazioni e proposte utili agli operatori del settore.
I comportamenti aggressivi e violenti degli adolescenti, la diffusione di comportamenti antisociali, aggressivi e violenti tra gli adolescenti, porta spesso ad azioni devianti, delinquenziali e criminali. Ciò evidenzia l'emergere di nuove fragilità educative, amplificate dalle tecnologie digitali. La progressiva mancanza di competenze di cittadinanza rivela la necessità di un'educazione specifica e di azioni più attente e diffuse che promuovano politiche e pratiche educative basate sull'assistenza. La ricerca partecipativa proposta da questo progetto contribuirà a promuovere il progresso della conoscenza sull'educazione alla cittadinanza attraverso l'analisi delle pratiche educative esercitate da insegnanti ed educatori di due aree della regione Campania. L'obiettivo di questa attività di ricerca è quello di rispondere all'esigenza di implementare in questi territori una nuova comunità di cura sempre più forte e significativa.
L'esclusione sociale ed economica dei giovani, in Italia infatti, secondo i dati di Eurofound del 2013, la percentuale di persone con problemi fisici tra i giovani non occupati, in istruzione o formazione (NEET) è inferiore (0,9%) rispetto alla media europea (1,1%), ma la percentuale di NEET è più alta tra i disoccupati di lunga durata (Italia 6,8% - Europa 3,7%) e “scoraggiati” (Italia 3,7% - Europa 0,9%). Secondo i dati del Rapporto Giovani 2017, più della metà dei NEET maschi (53,7%), e più di un terzo delle NEET femmine (31,9%) accetterebbe immediatamente un lavoro qualora venisse loro offerto. Inoltre, il 78,1% delle NEET femmine e il 45,9% dei NEET maschi ha dichiarato che la vicinanza a casa è un fattore importante per accettare un lavoro e l'81,7% delle NEET femmine e il 48,6% dei NEET maschi ha sottolineato che è importante avere la possibilità di conciliare vita lavorativa e vita familiare (Rapporto Giovani 2017). Alla luce di ciò, questo progetto intende esplorare, analizzare e valutare le potenzialità di utilizzo dei Massive Open Online Course (MOOC) per sostenere i NEET nell'apprendimento, e in un tipo di apprendimento che li possa aiutare nella ricerca di posti di lavoro e nel reinserimento nel mercato del lavoro.
La fragilità dei migranti e dei minori non accompagnati, poiché nel terzo millennio nuove emergenze educative nascono dai recenti flussi migratori registrati sul territorio italiano. L'arrivo di minori stranieri non accompagnati ha spinto le amministrazioni locali a stabilire misure di accoglienza integrata. I servizi educativi sono stati tra i primi ad essere chiamati a risolvere le nuove sfide. Questo progetto problematizza le pratiche educative informali, in particolare quelle adottate dai centri di accoglienza di accoglienza di secondo livello che dal 2016 sono stati chiamati a progettare interventi educativi e strategie volte a guidare i minori stranieri non accompagnati attraverso un processo di crescita e lo sviluppo dell'identità personale e sociale, al fine di favorire la loro progressiva responsabilità e autonomia.
RE-SERVES si basa su un quadro organico e strutturato per quanto riguarda le sue istanze epistemologiche, metodologiche, politiche ed etiche, in modo da evitare il rischio di frammentazione. Allo stesso tempo, per consentire un approfondimento, ogni unità di ricerca si focalizzerà su uno dei quattro temi oggetto di analisi. Di conseguenza, il progetto è organizzato in sei sezioni di lavoro, di cui quattro dedicate alla ricerca e due dedicate alla gestione del progetto e alle attività di comunicazione.
In generale, l’impatto previsto del progetto RE-SERVES è a diversi livelli: scientifico, educativo, socio-culturale e politico.



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Marcella Milana

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